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Fontainemore - comune della Valle d'Aosta
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la Cappella di Saint Roch

Situata poco distante dalla chiesa parrocchiale, sull’altra sponda del torrente Lys, la cappella è intitolata a San Rocco, il santo taumaturgo che dedicò Cappella di Saint-Rochtutta la sua vita alla cura degli ammalati di peste.
La decisione di costruire la cappella, verosimilmente come ringraziamento dei sopravvissuti all’epidemia del 1630, fu presa dal Consiglio della comunità di Fontainemore il 9 marzo 1636. In tale data si affidò a Barthélemy Vercellin e Grégoire Ugonin-Clos l’incarico di “bâtir une chapelle en-deçà du Rial d’Espà, là où est à présent la croix et dans une pièce acquise par la Communauté de Jean Des Ros”. I lavori avrebbero dovuto essere terminati il 29 settembre dello stesso anno, in occasione della festa di San Michele Arcangelo.
La costruzione fu assai apprezzata se, come si legge in un documento conservato presso gli Archives Notariales d’Aoste, pochi anni dopo gli abitanti di Lillianes decisero di costruire una cappella in onore del SS Sacramento sul modello di quella di Saint Roch, esattamente “de la longeur et largeur de la vénérable chappelle de Saint Roch erigée par ceux de Fontainemore”.
Il 1° febbraio 1650, con un atto del notaio Jean Vacher, la comunità di Fontainemore “pour accomplir un vœux fait en l’année de la peste de 1630, décide que soit célébrée une messe annuelle et perpétuelle dans cette chapelle, le jour de Saint Roch, le 16 août de chaque année”. Per questo ci si impegnò a “payer annuellement la somme de cinq florins, monnaie ayant cours à Aoste”.
Nella visita pastorale del 15 agosto 1693, il Vescovo di Aosta definisce la cappella “bien bastie, sans parements, parce que l’église parroissiale les fournit”.
Nel 1755 la cappella fu distrutta da una alluvione e i lavori per la sua ricostruzione iniziarono nel 1758, come scrive il parroco Jean Rolland nel suo Etat des chapelles rurales: “(…) elle fut rebatie l’an 1758 par la Communauté de Fontainemore, à l’entretien de laquelle elle était déjà auparavant ; (…) elle a toujours été au charge de la Communauté, qui donne la rétribution de la messe le jour du Patron, savoir : vingt sols”.
Nel 1894 la cappella fu oggetto di un massiccio intervento di restauro, come si legge in un documento dell’archivio parrocchiale : “la dite chapelle a été presque entièrement reconstruite et notablement agrandie, par une augmentation de 3 mètres de longueur et m. 1,50 de largeur”. Dalla lettura di questo atto apprendiamo che l’altare in marmo era stato inizialmente destinato alla cappella del Bouro “laquelle a été abandonnée et démolie, pour défaut de construction. Les matériaux ainsi que la porte sculptée, les pierres des fenêtres, etc, ont été utilisés par la nouvelle chapelle de Saint Roch”. Il Canonico Creux, originario di Fontainemore e parroco di Perloz, “s’est chargé, en plus, de la peinture, due au pinceau de Mosca Jacques d’Ivrée”.
Il 16 agosto del 1895 ebbe luogo la benedizione della nuova cappella per mano del Canonico Creux.
Per molto tempo questo luogo sacro ospitò, ogni prima domenica del mese, le riunioni delle Figlie di Maria che, nel 1894, offrirono come decorazione una statua della Vergine Immacolata.
Nel 1923 fu rifatto il tetto e negli anni successivi la cappella fu poco utilizzata e mostrò sempre più segni di decadimento. Negli anni Ottanta, il Consiglio Pastorale per gli Affari Economici, in accordo con l’Amministrazione Comunale, propose alla Curia di adibire la cappella a museo di arte sacra e museo etnografico. Tale proposta fu rifiutata a più riprese.
In anni recenti la cappella è stata infine completamente restaurata (rifacimento del tetto nel 1995, intonaco interno, tinteggiatura interna ed esterna e restauro degli affreschi nel 2005) e attualmente viene utilizzata ogni qualvolta si renda necessaria la chiusura della chiesa parrocchiale (lavori di restauro e di sistemazione interna…) o per la recita del rosario nel mese mariano.
Ciò che appare interessante dalla lettura di tutti i documenti conservati in archivio (e analizzati in modo approfondito negli anni Novanta dal compianto Prof. Zanolli), è l’assenza a Saint Roch di procureurs, almeno fino agli anni Venti. Infatti in nessun atto vengono citati nominativi di persone incaricate di organizzare la messa di patrono, né si è ritrovato alcun regolamento degli “iscritti” alla cappella. Sempre si fa invece riferimento alla Communauté, al Conseil Communal come soggetti responsabili di questo luogo di culto. Questo, unitamente alla posizione centrale della cappella rispetto al territorio comunale, ci fa pensare che la sua edificazione sia stata davvero il frutto di una decisione comunitaria: la popolazione tutta, scampata al terribile flagello della peste, si impegnò a costruire e a mantenere nel tempo il “segno” tangibile della sua riconoscenza.
Anche per questo l’aver scelto, vent’anni fa circa, di conservare la cappella come luogo di culto e di non destinarla ad altri scopi, ci sembra un atto di rispetto alla memoria dei nostri antenati.