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Fontainemore - comune della Valle d'Aosta
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la Cappella di Planaz

In posizione quasi centrale rispetto ai due agglomerati che formano il villaggio di Planaz (Piana Desor e Piana Deseut), la cappella, di notevoli Cappella di Planazdimensioni, risale alla seconda metà del ‘700 benchè il nucleo originario porti la data del 1638. In un documento di quell’anno, conservato presso la cappella stessa, si legge infatti che alcuni abitanti del villaggio si erano impegnati per “(…) construire une chappelle sous couvert et blanchie avec son autel la dedans comme convient capable pour la célébration de la Sainte Messe”. In queste pagine non viene mai indicato il Santo protettore della cappella ma si fa riferimento a quattro messe di legato “à l’honneur de Notre Dame, de mon seigneur St. Roch , St. Sébastien” e una “à la meilleure commodité du Recteur”. Bisogna aspettare un documento di diversi anni dopo per capire a chi sia realmente dedicata la cappella. Infatti nel 1745 ci si riferisce a una messa da celebrare “pour le jour de Saint Thomas de Contarbée, Patron de ditte Chappelle”.
Già in calce al primo documento citato compariva la data del 29 dicembre (festa di San Tommaso di Canterbury) come giornata in cui era stato redatto l’atto stesso. E’ possibile, a nostro parere, che quella data sia stata successivamente scelta per celebrare la festa patronale della cappella.
Nel 1759 i procureurs sottoscrivono una convenzione per l’innalzamento del campanile di sette piedi, per la ricostruzione dei vani delle campane e per la copertura “a forme de papillon lequel aura cinqu pieds de hauteur pour lemoins lequel toit se faira en sorte que les endoits (sic) du dit toit avanceront”. Successivamente viene probabilmente indetto un appalto; è ciò che si deduce dalla lettura di un documento del 1760, relativo alla divisione delle spese per la realizzazione del campanile stesso.
Alcuni anni più tardi, nel 1783, la cappella fu completamente demolita: non c’è traccia nei documenti delle motivazioni alla base di tale scelta, ma crediamo verosimile l’ipotesi di un grosso ampliamento per ospitare un maggior numero di fedeli e per un certo senso di prestigio nei confronti degli altri villaggi.
I lavori furono inizialmente affidati ad un certo Pierre Joseph Theaing di Fontainemore che, secondo i procureurs della Planaz, non era però in grado di seguire correttamente il progetto e di eseguire i lavori a regola d’arte. Infatti in un documento del 1788 leggiamo che già un anno dopo l’inizio dei lavori (1784), il Theaing viene sollevato dall’incarico in quanto “les quatre murailles (…) n’étaient faites ni solides ni selon les règles de l’art”. Il tribunale di Donnas stabilisce inoltre che l’impresario non dovrà essere pagato per quei lavori così male eseguiti.
Nel marzo 1788 i lavori vengono affidati ad una nuova ditta di proprietà di Jean Joseph Camos. Questa volta tutto sembra procedere per il meglio: Camos recupera tre dei muri già costruiti da Theaing ma rifà completamente quello di facciata e si attiene a quanto stabilito dal contratto, che prevede tra l’altro la costruzione al di sopra della porta d’entrata di “une niche de la même façon et grandeur de la niche qui est au dessus dela porte de la chapelle de St. Roch”. L’impresa dovrà servirsi “des pierres couppées qui sont déjà préparées pour ce sujet” e potrà avvalersi del lavoro gratuito prestato da molti degli abitanti di Planaz. Nel Livre des comptes della cappella abbiamo contato circa 220 giornate lavorative offerte dagli uomini del villaggio!
Il 24 agosto 1788 viene stipulato un minuzioso contratto per “le blanchissage de la ditte chapelle” con il maître Jean Catella. In esso si legge ad esempio che i lavori interesseranno “tout le dedans de la chapelle, aussi bien que toute la façade et les deux goulasses (sic) ” ; si prevede inoltre“de faire l’autel à la Romaine en due forme avec les deux portes aux deux coté tel qu’est celui de la chapelle de Saint-Ours au Bourg de Donnas”. In calce al documento il pittore Catella, assistito dai testimoni Pomo e Erba, dichiara di avere ricevuto la somma pattuita di 318,00 lire.
A novembre dello stesso anno il pittore Pomo dichiara di aver ricevuto “la somma di sessanta lire per il travaglio fatto della pittura nella chiesa della Piana”
Il 29 dicembre 1788 la cappella, definitivamente restaurata, viene benedetta da Jean Rolland, curé moderne de Fontainemore che, nel novembre precedente, aveva compiuto un sopralluogo. In quell’occasione il parroco aveva constatato che l’edificio era “en due et belle forme, sans (…) les moindres défauts visibles, (…) ornée de tous les parements et meubles nécessaires et en bon état pour y célébrer la sainte messe”.
Una tale descrizione della cappella, presentata in modo decisamente positivo, potrebbe far pensare che un sacerdote potesse addirittura risiedervi permanentemente. E’ quanto emerge anche dal testamento, datato 1782, di Marie Marguerite Planaz: in esso infatti si stabilisce che nel villaggio dovrà sorgere una Rectorerie gestita da un rettore nominato dal parroco. Egli dovrà celebrare regolarmente le messe, dovrà coadiuvare il parroco di Fontainemore nei suoi uffici liturgici e sarà responsabile della scuola di villaggio che funzionerà da novembre a marzo.
Pochi giorni dopo la benedizione della cappella interamente ricostruita, i ressortables della Planaz si riuniscono nella casa di proprietà del Rev.do Rolland, parroco di Fontainemore e probabilmente nativo del villaggio, per il resoconto delle spese sostenute per i lavori e per la cerimonia inaugurale.
La cappella in questione godeva di buona “salute economica” come è anche attestato dalla “parcelle de reddition de comptes” del 1791: in essa si possono trovare parte delle spese sostenute in quell’anno per gli scopi più disparati (spese notarili varie, prestiti, acquisto di vetri, tasse, manutenzioni,…) e parte delle entrate (ricavato dalla vendita di una pecora e una mucca, dall’asta dei beni della sopra citata Marie Margherite Planaz,…). I conti chiudono con un attivo di ben 838 lire!
Come appare da un testamento olografo del 1791, c’era l’abitudine, presso gli abitanti del villaggio, di lasciare parte delle loro sostanze alla cappella. Infatti Jean Pantaleon Girod decide di lasciare tutti i suoi beni situati sul territorio di Fontainemore “à la chapelle sous le vocâble de St. Thomas”, ponendo tuttavia delle precise condizioni; ad esempio “qu’elle paye annuellement à mon neveu Jean Baptiste Pantaléon (…) les intérêts de la moitié de mon hoïrie, si mieux elle n’aime lui en laisser l’usufruit jusqu’à sa majorité, s’il y parvient (…)”. Nello stesso documento Jean Pantaleon incarica la cappella di provvedere alla sua sepoltura e di gestire con criterio l’eredità.
Da un altro documento, non datato, ma presumibilmente risalente alla metà dell’800, apprendiamo che les ressortables della Planaz avevano dato incarico a Gros Jean Baptiste di effettuare lavori di “Réparation au clôché de la plâna, des travaux de Maçonerie et Menuiserie”. Nel computo estimativo si fa riferimento ai materiali da utilizzare, alla loro qualità e fattura, in particolare in relazione ai supporti delle campane, specificando che dovranno assicurare “que la clôche ne tombe pas”! Il costo totale dell’opera sarà di lire 100 e “ces travaux tous les un que les autres devront être faits solidement et selon les règles de l’art”.
Nel 1859 si provvede a dotare la cappella di una sacrestia, fatto inusuale in quanto nessuna delle altre cappelle di Fontainemore ne è fornita. Il progetto rinvenuto nell’archivio, preciso e molto dettagliato, specifica che la nuova costruzione sarà adiacente alla cappella esistente e sulla parete a est di quest’ultima verrà aperta una porta per accedervi direttamente. Nel documento, privo di disegni, viene elencato ogni particolare costruttivo come le dimensioni dei muri, il tipo di legname da utilizzare, lo spessore del pavimento, la lavorazione delle pietre, ecc.
Nello stesso anno, il 16 agosto, i membri del consiglio della cappella e il sindaco del comune stipulano una convenzione con il pittore di Gressoney Francesco Curta per “il lavoro in pittura nella capella della Piana, nella comune di Fontanamora”. In essa si stabilisce tra l’altro di “ripassare le pitture nella cupoletta come pur ristaurare le cornice e le ghirlande dipinte nell freggio (…), rifare uno de quattro Evangelisti (St. Giovanni) guasto pure dell’umidità (…), marmorigiare i pilastri, dipingere in mezzo de ghirlandi di fiore in colore nello stile de quelle già fatte (…), rifare diverse fioraggi dipinte nell’altare e fare pour il suo piccolo zocholetto (…)” , per un totale di lire cento. Si stabilisce inoltre di far realizzare al pittore “un quadro sulla tela dipinto a olio di m. 1,50 a 1,30 circa a rifare nuovo, rapresenta la B.V. di Lolopa (sic!), e due santi da lato, con bella cornice d’orata, a mettere nell coro della capella a sinistra” per la somma di lire 100. Considerando che l’intero lavoro di decorazione effettuata dal Curta ammontava a lire 100, immaginiamo che il quadro, realizzato per la stessa somma fosse un pezzo di pregio!
Due giorni dopo la firma della convenzione, Francesco Curta scrive con tono un po’ preoccupato al Sindaco di Fontainemore, Nourrissat: “Stimatissimo Sig. Sindaco, se questa convenzione non fosse bene spiegata, o pure se ci fosse qualche errore, per presentarla al Intendente, il Sig. Segretario di vostra comune avrà la compiacenza di correggere il mancato; d’altronde trovai innutile a stabilire il prezzo articolo per articolo, e non seppi nepur stabilir il tempo della terminazione dell’lavoro, come che non so quando posso cominciarlo. Prego dunque la S.V. di affrettare il ricorso al Intendente, e subito che sia dichiarato, metto mano all’opera. Intanto aggredisce i miei distinti saluti dichiarandomi il vostro umil.mo servitore”.
Un appunto trovato in mezzo alle carte di fine ‘800 specifica meglio le caratteristiche dei santi del quadro dipinto dal Curtaz: “L’images de Saint germain Eveque avec son baton Pastoral à la main et un Berçaux avec un petit enfan dedans à ses pié. L’images de Saint jean Baptiste de l’autre côté. La grosseur du tableaux son auteur est d’un mètre et quaranteun centimètre et la largeur est d’un mètre et sinc centimètre”.
Nel 1878 la cappella viene dotata di un “chemin de la croix” che viene benedetto il 28 giugno dal parroco Emmanuel Gorret, alla presenza del Vicario di Fontainemore Fabien Bochatey e dei particuliers della Planaz.
Vent’anni più tardi vengono nuovamente eseguiti lavori di manutenzione alla cappella: lo dimostrano numerose note di spesa e alcuni appunti conservati nel villaggio, come la quietanza di Fontana Giovanni, conducente, che dichiara di aver ricevuto lire 82 per “forniture di mattoni calce (…) per la capella Pianaz”. I lavori terminano solo nel 1902 come appare da un resoconto del 14 febbraio redatto da Francesco Pasteur, titolare di un bazar in Fontainemore nonché “commesso postale telegrafico”, che aveva fornito materiali vari per la suddetta manutenzione.
Nel 1907 si registra un’offerta dei pani; il 24 febbraio la cappella riceve infatti “N° dei pani 23, peso in kilogrammi 19 ed ettogrammi 8, venduto al kilogrammo centesimi (…)”
Risale all’anno successivo, 1908, il memoriale del “Signor Marthyn Beniamino Maresciallo C.C.R.R. in ritiro, procuratore della cappella in quell’anno”. Esso contiene un elenco “delle persone benefiche le quali offersero doni alla cappella”. Dopo il Maresciallo Marthyn per molti anni, fino al 1958, i procureurs o i sacerdoti della parrocchia continuano ad annotare su questo registro le varie offerte. Si tratta quasi esclusivamente di offerte materiali (soprattutto candele e candele di battesimo), solo in anni più recenti compaiono anche offerte pecuniarie. Citiamo ad esempio: “il Signor Pasteur Francesco fu Grato nel 1908 offerse sei belle torcie a 4 lati con fiori. (…) La Signorina Gris Maria di Battista insegnante nel 1908 offerse due mazzi di fiori finte per l’altare. (…) La Baronessa Dejunge Maria Aurelia Olandese qui di passaggio in villeggiatura offerse nel 1912 due bei mazzi di fiori finte in tela seta (…) Girod Jean de Jean feu Bernard à offert à la chapelle (1929) une image (arazzo) de N.D. d’Oropa (…)Les jeunes filles du village offrent (1931) à la chapelle une statue de la S.te Vièrge Immaculée en bois achetée au Tyrol avec une dépense de 312,65 lires” Riguardo a quest’ultima offerta nell’archivio è conservata la fattura di Angelo Bergmeister Pittore di S.Cristina in Val Gardena. Da essa apprendiamo che la statua dell’Immacolata pitturata misurava ben 80 cm!
Il 14 marzo 1923 viene benedetta la lapide posta sulla parete esterna della cappella “à la mémoire des 6 soldats de la fraction morts pendant la grande guerre”.
Un documento particolarmente ricco e significativo è la cronaca del battesimo della nuova campana, avvenuto l’11 aprile 1927.
Dopo la festa patronale del 1926 infatti ci si era accorti che la campana risultava incrinata e si era nominato un comitato con l’incarico di prendere accordi con le fonderie, raccogliere i fondi necessari, “écrivant même aux familles du village à l’étranger”, e decidere circa le caratteristiche della nuova campana. Si arrivò quindi a vendere la vecchia campana danneggiata e a ordinarne una nuova “d’environ 240 Kg., donnant le si naturel”.
“La nouvelle cloche ne se fit pas tant attendre et dans un mois environ on la vit décharger à Guillemore et arriver avec joie à la Planaz portée par les jeun’hommes du village. Lorsque suspendue sur un support provvisoire, sur la place devant la chapelle, on entendit les premiers coups ce fut pour tous un moment de vive émotion : la voix douce et harmonieuse qui aurait pendant des siècles chanté au nom du village le gloire du Seigneur récompençait bien largement tous les sacrifices. (…) La cloche entourée de verdoyantes couronnes et de fleurs (…) fut baptiseée solennellement le 11 avril 1927 (…) par l’abbé Marthyn Clovis délégué par Monseigneur l’Evèque et assisté par les curés Henriod de Fontainemore, Vésan d’Issime et Jans de Gaby. On lui imposa les noms de Thomas, Marie, Barbe, qui, avec le Crucifix, sont les saints imprimés sur la cloche. (…) Les enfants de l’école avec leur drapeau exécutairent des chants d’occasion tandis que la cloche venait transportée au bas du clocher, de la partie déhor, pour être suspendue et placée. Mais lorsqu’il s’agit de la faire sonner pour le commencement de la messe, à cause du battant qui était trop petit et même parce que les supports en bois, qui soutenaient la cloche, n’étaient pas exactement à niveau, la cloche ne donna pas le résultat qu’on s’attendait. C’est pour ça qu’après on a dû changer le battant et mettre des contrepoids (…). Le réverend curé Jans du Gaby prononça un magnifique discours d’occasion qui fit couler plusieurs larmes. (…) Le clergé et un beau nombre d’invités dina chez le parrain et la marraine, Rolland Joseph et son épouse, qui pour l’honneur eu on fait à la chapelle une offrande de plus de cent lires en fers pour le montant de la cloche. (…)
La sottoscrizione per la raccolta dei fondi permise di pagare interamente la campana e di versare una piccola somma direttamente alla cappella.
Così si conclude la cronaca di quell’importante giornata: “c’est spécialement pour rendre hommage à tous ces généreux bienfaiteurs qu’on sent le devoir de déposer ces notes parmi les documents de la chapelle afin que les descendents puissent en relire les beaux noms et en suivre l’exemple sur le chemin de l’honneur, de la foi et de la vertu”.
Nel 1929 viene redatto il “Règlement de la Chapelle de la Planaz”. Si tratta di un documento molto simile a quello di altre cappelle, benché ci siano alcune puntualizzazioni. Per esempio all’articolo 5 si dice che il procureur è responsabile della recita del rosario nel periodo di Quaresima e nell’articolo 4 si afferma che “ceux qui s’établissent dans le village en prenant une épouse dont le père est de la chapelle, sont adoptés enfants du village et par loi doivent être acceptés procureurs sans rien payer”.
Nel 1959 la cappella viene infine dotata di un orologio meccanico a contrappesi che sarà elettrificato nel 1979.
Tra il 1999 e il 2000 è stato rifatto il tetto, si è proceduto alla cerchiatura delle mura perimetrali e al consolidamento della volta, si è sostituito il tirante in ferro danneggiato dal terremoto del 1968 ed è stato rifatto l’intonaco della parete a levante. Infine nel 2004 è stato rifatto il pavimento, è stato ripristinato l’intonaco e si è provveduto alla tinteggiatura interna oltre alla sostituzione delle finestre.