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Fontainemore - comune della Valle d'Aosta
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la Cappella di Niana

Posta all’ingresso del villaggio, la cappella di Niana è dedicata alla Madonna delle Nevi, la cui ricorrenza si celebra il 5 agosto. Cappella di Niana
Fin dal 1632 esisteva in questa località un oratoire, ovvero un’edicola votiva dove i passanti che percorrevano la Valleise sostavano a pregare, come testimonia un documento di quello stesso anno che autorizzava la celebrazione della Santa Messa e la trasformazione dell’oratoire in cappella vera e propria «duement construite, converte, sure (sic) avec son autel pour célébrer comme convient à l’image de Notre Dame (…) la Sainte Messe, ce que n’est permis sans que la dite Communauté face promesse par écrit soit par bon instrument de faire et maintenir la dite chappelle en bon et dû état».
Gli abitanti si impegnarono a versare il denaro per le spese di manutenzione e per garantire le funzioni sacre. Fra di essi si distinse Jean Hugonin che si impegnò a versare cinque fiorini annualmente per la celebrazione della Santa Messa.
Nel 1786, avendo constatato il Vescovo, durante la visita pastorale del 6 luglio, il cattivo stato di conservazione della cappella, si decise per la sua ricostruzione. Diciotto anni dopo, il 15 luglio 1804 il parroco don Nicco così scriveva a Monsignor Vescovo: « (…) maintenant la dite chappelle ayant été rebatie de fond en comble et derivant pour satisfaire à la dévotion publique d’y célébrer la Ste Messe et les divins offices, on prie en conséquence S.G. de députer quel prêtre bon lui semblera pour la bénir et permettre d’y célébrer la Ste Messe. Et comme la ditte Chapelle est fréquentée, attendu qu’elle se trouve sur le grand chemin de la Valleise, on prie encore S.G. d’y accorder (…) les indulgences qu’elle jugera à propos » Il parroco si premurava inoltre di assicurare al Vescovo che « on ne cessera de prier Dieu pour la conservation de votre illustre et sacrée personne »
Nel 1870 si procedette ad ulteriori lavori di manutenzione («démolition et réconstruction du toit, ouverture d’une fenêtre au lévant») e alla decorazione ad opera del pittore Antonio Sogno di Biella che comportò una spesa complessiva di trecentoventotto lire e trentacinque centesimi.
Fra i documenti ritrovati nell’archivio parrocchiale spiccano tre verbali di «Bénédiction de la cloche» rispettivamente del 1875, 1893 e 1914. Si tratta di veri e propri atti di battesimo delle campane destinate alla cappella di Niana, con tanto di padrini e madrine e attribuzione di un nome proprio alle campane. La prima campana, a cui furono dati i nomi di Louis Marie Philomène, fu benedetta dal parroco Pierre Emmanuel Gorret alla presenza del padrino Louis Chincheré e della madrina Philomène Gorret. La seconda, chiamata Joseph Honorine, ebbe per padrini Joseph e Geneviève Goyet; la terza, acquistata per sostituire una delle due campane precedenti si chiamò Marie aux Neiges, Thérèse, Laurentine in onore dei padrini Teresa Nicco Bucelli e Laurent Creux.
Nel 1954, essendo parroco don Hosquet, venne sistemato il pavimento e fu ripristinato l’intonaco mancante all’interno; nel 1975 vennero eseguiti lavori di manutenzione al tetto.
Negli ultimi cinque anni, grazie all’impegno del parroco don Vallochera, il piccolo edificio sacro è stato ancora una volta oggetto di diversi lavori di restauro (fra cui il rifacimento del tetto) e nell’estate del 2004, con la tinteggiatura della facciata e il restauro dell’affresco esterno, è ritornato all’antico splendore.
Attualmente nella cappella non ci sono più molti degli arredi e degli oggetti sacri acquistati dagli abitanti del villaggio nel corso dei secoli: la maggior parte infatti è custodita nella chiesa parrocchiale. Di notevole pregio risulta un calice d’argento del 1600, due candelieri in ottone, una pianeta e una statua lignea della Madonna con il Bambino Gesù. Sono invece rimasti nella cappella un crocifisso in legno, alcuni candelieri e il corredo per l’altare e la celebrazione dell’Eucaristia.
La festa patronale, che ha luogo in estate, richiama sempre molti villeggianti che da anni trascorrono le loro vacanze a Fontainemore e che si uniscono agli ormai pochi abitanti del villaggio.