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Fontainemore - comune della Valle d'Aosta
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la Cappella di Clapasson

Cappella di ClapassonSituata ai margini della mulattiera che collega le case del villaggio diClapasson, la cappella risale alla seconda metà del XVII secolo. Infatti, con un atto datato 8 aprile 1671, gli abitanti della frazione si impegnavano a “faire une chapelle au lieu dit Clapasson, chanton de Cosa, terroir de Fontainemore au dessus de la Croix (…)”, per la quale stanziavano “la somme de cent et cinq escud” da versare in tre momenti, all’inizio, a metà e al termine dei lavori.
Come appare da un secondo documento del 1672, i lavori di costruzione furono davvero rapidi: infatti il 21 dicembre di quell’anno Jean Baptiste et Marie Clapasson sottoscrivevano l’impegno a far celebrare “une messe annuelle et perpétuelle (…) le jour de la concéption de notre Dame qu’est le huitre (sic) du mois de décembre si possibile”. La cappella dunque era inizialmente dedicata all’Immacolata Concezione anziché allo Sposalizio di Maria Vergine, attuale festa patronale.
Nel 1673 il Vescovo, verificato che la cappella abbia i paramenti e gli oggetti sacri per la celebrazione dell’Eucaristia, incarica il parroco di Pont Saint Martin della benedizione ufficiale.
A partire dal 1750 i documenti analizzati evidenziano una situazione di precarietà della struttura. Infatti il 9 gennaio dello stesso anno Jean Clapasson fa una donazione in denaro per “la réparation et la reédification de la ditte chapelle de Clapasson”,da utilizzare entro sei anni cioè entro il termine in cui vengono fissati i lavori di restauro. Il periodo ipotizzato non deve però essere stato sufficiente per concludere l’opera se, come si legge nella Convenzione stipulata il 4 febbraio 1763 tra gli iscritti alla cappella e Jean Joseph Blanc, l’anno precedente essa “a étè détruite à cause qu’elle menaçait ruine”.In questo documento si stabiliscono inoltre in maniera precisa le caratteristiche della futura costruzione, definendo con puntiglio ogni particolare. Per esempio gli abitanti del villaggio dovranno fornire “sur place “ tutti i materiali necessari ai lavori “à l’exception de l’eau et de la chaux que le prinfaitaire Blanc sera tenu prendre pièce”. Nello stesso documento si specifica che la nuova cappella sarà costruita “au même poste où elle était auparavant”, che essa sarà ancora dedicata all’Immacolata Concezione, “en se reservant (…) d’y pouvoir adopter un second patron ou patrone”.
Nel 1766 gli abitanti di Clapasson si rivolgono “a Monseigneur l’Illustrissime et Révérendissime Pierre François de Sales Eveque d’Aoste et Comte” affinché accetti “de décretter que la messe et feste de ditte chapelle soit célébrée le vingt trois janvier de chaque année, jour de la Desponsation de la même Notre Dame”. Essi infatti dichiarano che “ au jour de la Conception de Notre Dame l’on ne peut aller célébrer la Sainte Messe, à cause que la feste est des plus solennelles en l’Eglise paroissiale”. Ecco che quasi cento anni dopo l’edificazione della prima cappella gli abitanti di Clapasson chiedono di cambiare il giorno della propria festa patronale, ma non la patrona che è sempre la même, come assicurano loro stessi!!
Il 17 aprile 1766 il Vescovo risponde positivamente alla richiesta dei procureurs e accorda “une indulgence de 40 jours à tous ceux et celles qui passant devant cette chapelle reciteront devotement un pater et un ave à notre intention, laquelle ne pourra se gagner qu’une fois le jour”.
L’anno successivo la nuova cappella viene benedetta dal parroco Rolland che dichiara l’edificio “suffisament bien ornée des parements nécessaires pour célébrer la Messe”.
Un atto notarile del 1769 evidenzia come in quell’anno gli abitanti di Clapasson avessero contratto un prestito con il Comune di Issime, per dotare la cappella di una nuova campana, da restituire entro il Natale dello stesso anno. La somma di cinquantatré lire e cinque soldi viene restituita il 6 gennaio 1770 (due settimane in ritardo) al sindaco di Issime, Bioley.
A partire dal 1763 e per circa due secoli, molti sono i documenti attestanti offerte, lasciti e giornate di lavoro a favore della cappella.
Dai vari documenti contabili, custoditi nell’archivio parrocchiale, emerge che probabilmente la cappella talvolta fungesse da “banca”. Infatti alcuni compte-rendus riportano il pagamento di interessi per somme ricevute in prestito.
Negli anni successivi la cappella sembra essere piuttosto frequentata: in una lettera del parroco al Vescovo Joseph Solar Villeneuve, a proposito delle indulgenze applicate all’edificio sacro, si legge “(…) nous prions V.G. (…) la grace de les riconfirmer (..) étant la ditte chapelle assez fréquentée”.
Un documento datato probabilmente 1821 definisce in maniera assai precisa le caratteristiche e le modalità di costruzione del campanile che “sera plassé contre la muraille septentrionale et contre l’angle occidental de la chapelle(…) le fondement sera posé dans le creux que les particuliers creuseront jusqu’à sur le solide”. Al termine dei lavori il campanile viene dotato di campana e i procureurs lanciano una sottoscrizione in favore di questo acquisto che frutta la somma di 191 franchi. La campana pesa “16 miryas, 2 kilos”.
Nell’archivio si torva anche copia degli atti di un procedimento penale, datato 1865, degli iscritti alla cappella contro Agnesod Ambroise, procureur uscente, accusato di avere fatto “dépenses reconnues malfaites ou inutiles” e di non avere mai presentato i resoconti della gestione amministrativa. Al termine di alcune udienze, il tribunale di Donnas condanna l’Agnesod a fornire, entro otto giorni, tutta la documentazione da lui trattenuta e a pagare le spese processuali.
Nel 1891 viene aperta una nuova sottoscrizione per rifondere la campana di Clapasson; il lavoro viene affidato al Sig. Balagna Giovanni, calderaio di Pont Saint Martin, che richiede la somma di 261,90 lire. A queste vanno aggiunte le spese “pour le port de la vieille cloche cassée de Fontainemore à St Martin, pour le port de Fontainemore à Clapasson, pour aller prendre l’eau bénite à Aoste, au menuisier pour restaurer le montant et la placer, au forgeron pour reparer les fers du montant” per un totale di 287,70 lire. Le offerte raccolte nel villaggio ammontano però soltanto a 143,90 lire: pertanto, per far fronte a questa spesa i procureurs devono attingere al fondo cassa che subisce un vero salasso.
La nuova campana sembra aver entusiasmato gli abitanti del villaggio che la suonano ad ogni ora del giorno e della notte, come appare da un documento del 1898. In esso il parroco Benjamin Chattel con accenti inquisitori scrive: “Le soussigné curé (…) ainsi que les chefs de famille du hameau de Clapasson (…) considérant les abus nombreux qui ont lieu au sujet du clocher (…), où l’on s’introduit à toute heure, sans permission, forçant même la porte, sonnant les cloches hors d’heure et avec grossiéreté, ce qui occasionne souvent de graves dégats et retombent au mépris du lieu saint et de la réligion (…), font notoire à tous et à chacun qu’il est dorénavant rigoureusement défendu (…) de s’introduire sur le clocher de la dite chapelle, sans la permission du procureur ou du curé, sauf les cas extraordinaires tels que incendie, intermpérie et autres d’utilité et nécessité publique. Quiconque contreviendra aux dispositions du présent avis payera cinq francs d’amende, entre les mains du trésorier ou du procureur, au profit de la chapelle”.
L’archivio custodisce inoltre documenti assai più recenti, del periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale. Quelli più interessanti sono un “Règlement de la Chapelle” e un appunto contenuto in un quadernetto. Nel primo, il regolamento composto da sette articoli, si stabiliscono i doveri non solo del procureur ma di tutti gli appartenenti alla cappella e si stabiliscono le sanzioni, piuttosto dure, per coloro che non osserveranno le regole. In particolare le famiglie che non rispetteranno il loro turno come procureur “seront rayées des part-ayants de la chapelle et perdront le droit de faire célébrer des messes dans la chapelle, d’être visitées au jour du patron, perdront le son des cloches en cas de décès (…).
Il secondo documento attesta il restauro effettuato nel 1955. Il parroco don Hosquet scrive: “è stata restaurata interamente la cappella (rifatto il tetto, scrostata e intonacata e decorata). La spesa è stata di lire 89.550. (Per il tetto a Duroux L. 17.000, per ardesie L. 13.750, per i due muratori L. 37.800, per il decoratore L. 20.000). Tra l’offerta del Consiglio Valle (35.000) e il fondo della cappella e offerte (30.900) si è giunti alla somma di L. 65.900. Rimane il deficit di L. 23.650 da colmare con le offerte della popolazione). Il parroco inizia subito la raccolta come dimostra un elenco di nominativi di persone da contattare ai fini del reperimento dei fondi.
Trent’anni dopo la cappella è dotata di un orologio elettrico. Al 1997, grazie all’impegno di don Lombard, risalgono gli ultimi lavori: rifacimento del tetto e sistemazione del campanile, rafforzamento della volta, rifacimento dell’ intonaco interno ed esterno, sostituzione degli infissi, restauro del portone e del pavimento in legno.