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la Cappella di Chuchal

la Cappella di ChuchalPosta all’estremità del villaggio, sulle ultime balze prospicienti il torrente Bouro, la cappella di Chuchal è stata costruita nel 1683. Da un testamento conservato nell’archivio parrocchiale apprendiamo che fin dal 1654 esisteva la volontà, da parte degli abitanti del villaggio (sempre citato in tutti i documenti ritrovati come Chichal), di costruire un edificio di culto. Infatti, nel suddetto documento, il notaio scriveva che Jean Antoine Theang “a ordonné et commandé que annuellement et perpétuellement soit célébrée une messe à l’honneur de Saint Antoine de padua dans la chapelle que se fera au village du Chichal”.
Nel documento del 1683, relativo alla fondazione della cappella, sono stabiliti con precisione i criteri di costruzione del piccolo edificio sacro; si parla tra l’altro delle dimensioni: “longueur de douze pieds au dedans des murailles, largeur de dix pieds au dedans de dites murailles (..)”.
La cappella è dedicata a San Defendente, festeggiato il 2 gennaio. Tuttavia in un documento del 1709, attestante la ricostruzione parziale della cappella, si legge che essa era dedicata “à l’honneur et sous la protection de Saint Jacques le grand”. Bisogna arrivare fino al periodo successivo alla Rivoluzione Francese, e precisamente all’anno 1801, per trovare un atto in cui, per la prima volta, si menzioni San Defendente come contitolare della cappella: “Le dix nivose an 20 Rep. (il dieci dicembre 1801, secondo il calendario postrivoluzionario) (…) Jean Baptiste Clair fils émancipé de Jean Baptiste Fey (…) promet de payer (…) à la vénérable chapelle du Chichal sous le vocable de Saint Défendant et Saint Jacques, la somme de cent et quarante deux livres ” a lui rimaste dal periodo in cui ha esercitato la funzione di procuratore della cappella.
Ci pare sensato avanzare l’ipotesi che gli abitanti di Chuchal abbiano deciso di affiancare al patrono ‘estivo’ San Giacomo (festeggiato il 25 luglio) un santo ‘invernale’, ovvero San Defendente, a causa dei ben noti problemi legati all’emigrazione stagionale. Da allora a tutti gli effetti sarà San Defendente il vero patrono del villaggio; lo testimonia il contratto del 1871, stipulato fra i rappresentanti della cappella e il pittore biellese Antonio Sogno. In esso infatti si legge tra l’altro che il pittore dovrà “faire à la façade de la dite chapelle trois figures de grandeur naturelle (…) l’Assomption de Marie au milieu et Saint Maurice et Saint Défendant aux côtés, tous les deux représentés à cheval”. Nello stesso documento si afferma inoltre che il pittore dovrà lasciare “la petite niche sur la porte pour dépeindre Saint Jacques”: ecco dunque relegato San Giacomo apostolo in una posizione di secondo piano!…
Nel “Etat des chapelles rurales” del 1799 il parroco don Nicco scriveva che la cappella “n’a aucun bien tond mais il conste (…) que la plus grande partie des particuliers ont hypotéqué un morceau de leur bien pour sa manutention”. A proposito della festa patronale scriveva inoltre che “le jour de sa fête il y a l’asperges et la messe chantée. La rétribution est de livres 1,00 pour la messe et de livres 1,00 pour le dîner ; il y a aussi les lodes et les vêpres”.
Le stazioni della Via Crucis, custodite nella cappella, risalgono al 1891.
Secondo la tradizione, una delle campane di Chuchal, quella su cui stanno scritte le parole “Maria salva terram”, fuga il temporale e deve essere suonata in caso di tempesta o grandine.
I documenti successivi sono degli anni ’90 e attestano il rifacimento del tetto, la ricostruzione della cuspide del campanile, la pulitura delle pareti laterali e la realizzazione dell’intonaco della facciata.